Pamboli, l’essenza del condividere

Pamboli, l’essenza del condividere

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Il Pamboli è il piatto più semplice della cucina maiorchina.
Più che un piatto è un concetto.
È stare insieme.
Il pamboli racchiude in sè l’idea di condivisione del momento, dello stare insieme.
È l’immagine della funzione aggregativa della tavola.
È essenziale.
È libero.

Perchè si possa fare un Pamboli gli elementi fondamentali sono pa, pane e oli, olio, pa amb oli (pane con olio). E pomodoro.
Ah, una bruschetta! È il commento di un italiano su dieci, e la risposta non è semplice.
La nostra bruschetta difficilmente riesce ad avere un ruolo centrale in una cena, per quanto sarebbe ottima una cena a base di bruschette. Il pamboli invece si.

Pan Moreno a fette, olio e sale, e poi si sfrega il solito pomodoro ramato tagliato a metà. Nei piatti di portata ci sono sempre guindillas, peperoncini verdi sottaceto, e fonoil marí, finocchio marino, sempre sott’aceto, una specialità isolana.
Questa è la base, poi a seguire formaggi più o meno stagionati, tra cui il menorchino mahones e jamon serrano.

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A seconda dei posti il pamboli può essere più o meno sofisticato, ottima la versione pesce, di baccalà o salmone, e quella un po’ meno tradizionale con carpaccio di manzo.

Posti consigliati per un buon Pamboli a Palma di Maiorca sono: l’Antiquari, ex negozio di antiquariato trasformato in un bar lasciando l’arredo originale della precedente attività, dove oltre all’ambiente è da apprezzare la qualità delle materie prime; il Molta Barra, tipico locale maiorchino di ottime tapas a prezzi onesti, e il Santa Fe, pamboli da fare come a casa, servito in una tegola con fette di pane e tutti gli ingredienti accessori separati per un crearsi il proprio piatto su misura.

In generale, per vivere un’esperienza autentica, si sconsigliano tutti i locali dove formaggio e prosciutto hanno una parvenza plastica a favore di locali più tradizionali e magari nascosti tra le viette del centro storico di Palma di Maiorca.

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