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Pokemon Go Maiorca, Palma invasa!

Pokemon Go è Arrivato a Palma di Maiorca, Coinvolgendo l'Intera Isola. Un Fenomeno Collettivo e la Nascita di un Neologismo: Pokekedada!

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Pokemon Go Maiorca
Pokemon Go Maiorca

I personaggi di Pokemon Go impazzano sull’isola. Non solo turisti quindi, anche Pokemon!

Il primo grande evento a Maiorca ha avuto luogo sabato 23 luglio. E per l’occasione è stato anche coniato un bel neologismo, Pokekedada.

Ebbene si, Pokekedada. Si chiama così. E a parteciparvi erano ben 400 persone, distribuite all’ombra della Cattedrale, tra il Parc de la Mar e S’Hort del Rei. Insomma, una tribù di cacciatori che va dai nove anni agli over trenta. Tutti uniti verso un obiettivo comune: catturare Pokemon.

Torniamo un momento sull’etimologia di Pokekedada. Poke, chiaramente deriva da Pokemon. Kedada, con questa kappa da brivido, vuole riferirsi a “quedada”, un ritrovo (quedar in spagnolo è: “prendere un appuntamento”, vedersi, trovarsi”. Ndr). Un incontro per giocare a Pokemon.

Un pomeriggio intero con la faccia appiccicata allo schermo. Non si tratta solo di cacciare Pokemon, afferma la massa giocosa, è un modo per stare insieme e conoscere persone nuove.

C’è chi oltre all’aspetto sociale e aggregativo dell’applicazione ne decanta l’apporto salutistico alla propria giornata tipo: si fanno kilometri e kilometri a piedi. Sano movimento!

Non dimentichiamo il contributo culturale, di cui tutti tessono le lodi. Riscoperta di luoghi dimenticati, avvicinamento dei giovani a zone di valore storico-artistico mai considerati.
Ecco. Movimento e cultura, per il nobile scopo di cacciare Pokemon.
Però forse non è più così importante il fine.
Se per Macchiavelli il fine giustificava i mezzi, ora ci troviamo ad ammettere che siano i mezzi a giustificare il fine. Va bene la vita attaccata allo schermo, se intanto si passeggia, e va bene collezionare pokemon se lo si fa in un museo.
È così. E l’isola non è esclusa da tutto ciò.
Anzi. La cattedrale, simbolo della capitale, fa da tacito e involontario sfondo.

Pokemon Go è un gioco che riporta all’infanzia, affermano in molti con il sorriso beato. Un gioco a cui non si può dire di no, che fa leva sull’emotività e sulla nostalgia.

Poi c’è chi riflette sul potere di muovere le masse, che non riescono ad essere tanto compatte e numerose per questioni più nobili e serie. Però è un momento, il radar ha avvistato un pokemon. Tutto sommato non è poi così importante il fine, e così fissa lo schermo e se ne va.

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