Il suolo edificabile delle Baleari ha una data di scadenza: tra 35...

Il suolo edificabile delle Baleari ha una data di scadenza: tra 35 anni non ce ne sarà più

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Suolo edificabile delle Baleari - Cosa succede
Suolo edificabile delle Baleari - Cosa succede

Il suolo edificabile delle Baleari sembra avere una data di scadenza. Questo secondo quanto riportato dallo studio della Conselleria de Territori, Energia i Mobilitat, pubblicato lunedì. Lo studio è stato realizzato sulla base di immagini ottenute tramite ortofotografia aerea nel 2015.

Osservando il ritmo di crescita in termini di popolazione delle Isole Baleari degli ultimi dieci anni, se il trend non cambia, entro 34 anni si esaurirà il suolo edificabile delle Baleari. Con alcune differenze a seconda dell’isola.

Mallorca è quella con più margine, probabilmente in virtù di una maggiore disponibilità di spazio, per cui gli anni a disposizione sono 40. Segue Ibiza con un gran distacco, 15 anni e Minorca con 11. Il limite è fortemente preoccupante nel caso di Formentera, poiché lo studio parla di soli 4 anni.

Questi dati si riflettono anche in un limite alla possibilità di ospitare un maggior numero di abitanti rispetto a quello attuale. Non si potrà superare il 33% di nuovi abitanti.

A che cifre si riferisce il membro del Consell, Marc Pons, nell’illustare questa situazione? Per Formentera la capacità di accoglienza residua si limita a 1.584 persone, Minorca 35.000, Ibiza 43.000 e Maiorca 284.000, per un totale di 364.505 nuovi abitanti.

Non tutte le zone delle isole sono uguali. Ci sono zone in cui è impossibile pensare di forzare la costruzione, perché ne andrebbe della bellezza e della salute dell’isola. La Serra de Tramuntana, ad esempio, non può essere in alcun modo edificata.

Marc Pons afferma che è necessario uno sforzo chiaro per preservare il suolo rurale. Non sono da prendere in considerazione nuove proposte di cambio di qualifica dei terreni. L’urbanismo del presente e del futuro deve incentrarsi sul rivitalizzare le città e sulla capacità di crescita all’interno della città. Perché le case ci sono. È su questo che deve incentrarsi il governo. Recuperare e non costruire ancora.

“No me imagino unas islas con 364.000 habitantes más en los próximos años. Junto con la presión humana que ya supone el turismo se crearía una situación insostenible. No hay infraestructuras para soportar ese crecimiento demográfico”.

“Non mi immagino delle isole con 364.000 abitanti in più nei prossimi anni. Questo dato, insieme alla pressione umana che implica il turismo, creerebbe una situazione insostenibile. Non ci sono le infrastrutture per sopportare questo incremento demografico”, conclude Pons.

 

 

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