Cosa c’è dietro la trasformazione di Josete e del video che sta...

Cosa c’è dietro la trasformazione di Josete e del video che sta spopolando sul web.

Ha fatto il giro del mondo il video dell’ex clochard José Antonio (conosciuto nel quartiere come Josete) e del suo sorprendente cambio di look. Sembrerebbe un esperimento sociale o un video acchiappa like. Abbiamo voluto saperne di più, prima di unirci al flusso di condivisione mondiale, e così questa mattina siamo andate a cercarlo.

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Josete, El Espíritu de la Plaza, oggi a Palma
Josete, El Espíritu de la Plaza, oggi a Palma

Ci rechiamo in Plaça del Mercat, una delle più celebri piazzette del centro di Palma. L’idea è quella di rispondere alla domanda: cosa c’è davvero dietro questo video che sta emozionando la rete?
Josete non c’è. «È in radio. Sta facendo un’intervista» ci raccontano i ragazzi del Bar Alaska, la storica paninoteca della piazza. Sorridiamo e attendiamo al sole. Josete è già una celebrità.

Dopo una decina di minuti vediamo comparire Josete. All’inizio non lo riconosciamo, ma semplicemente perché ha i capelli del suo colore naturale, brizzolati. Evidentemente la tinta non faceva per lui. Ci accomodiamo ai tavolini del Bar Alaska «Loro sono la mia famiglia, i primi che hanno creduto in me, da sempre» ci racconta sorridendo Josete, «sono tra i principali sostenitori del Proyecto Espíritu de la Plaza.» (Espiritu de la Plaza significa spirito della piazza ed è in questo modo che gli amici del quartiere chiamano Josete, ndr)

L'Alaska, storica paninoteca di Palma
L’Alaska, storica paninoteca di Palma

Ebbene si. Un vero e proprio progetto, con al centro Josete, che nasce dal basso e dalla quotidianità. Non un mero cambio nella sua estetica, ma un lavoro che dura da anni per supportarlo a ritrovare sé stesso.

Josete ha un’aria serena, è positivo e consapevole della strada che ha davanti. Non sarà facile ma ha una lucidità e cognizione a tratti disarmanti. Sa perfettamente che il processo di ricostruzione può essere lungo ma lui ha le idee chiare.

Il video è stato girato un anno e mezzo fa. Josete aveva alle spalle 25 anni di strada. «Un incidente elettrico sul lavoro, un divorzio, e la voglia di vivere che viene meno». Niente droghe né alcol, solo tanto dolore e l’incapacità di andare avanti. La strada è stata una conseguenza dell’abbandono di sé. Dormire per strada, non avere la possibilità di mantenere un livello di igiene personale adeguato, e andare sempre più a fondo.

La gente del quartiere ha sempre nutrito un affetto speciale per Josete, il suo sguardo buono e la sua empatia hanno fatto sí che durante gli anni si creasse una rete di solidarietà intorno a lui pronta a riscattarlo e a rimetterlo nelle condizioni di amarsi di più. «I ragazzi di Salvajeria (il salone di parrucchieri artefice dello stravolgente cambio di look, ndr) mi spronavano continuamente a passare da loro per “darmi una sistemata”…io rimandavo sempre. Non ne vedevo l’utilità. Un giorno però mi sono detto, “Ma sí, andiamo!” Il risultato è stato sorprendente. Mi sono commosso, non ci potevo credere che quello fossi davvero io. Dov’ero stato tutti quegli anni?»

La trasformazione estetica di Josete è stata infatti funzionale al ritrovamento di sé stesso, della sua persona ormai nascosta sotto una barba incolta e da una montagna di capelli. Gli sguardi d’approvazione dal mondo esterno, ma soprattutto vedersi con nuovi occhi, sono stati fattori determinanti per il cambiamento interiore.
Questa era solo la fase iniziale del Proyecto Espíritu de la Plaza. Tra le persone che spontaneamente collaborano a questo progetto e che lui definisce angeli, c’è anche una psicologa con cui Josete ha tracciato un chiaro percorso di crescita personale.

La storia di Josete non è un fenomeno passeggero, pensato per i media, bensì un progetto di riscatto e dignità costruito intorno all’individuo, con punti ben definiti, e realizzato da persone che hanno messo a disposizione umanità e professionalità.
Si parte dalla salute. Recuperare il corpo di Josete non solo dal punto di vista estetico.
In questo anno e mezzo ha recuperato la vista, rimuovendo le cataratte da entrambi gli occhi e ora è in attesa di sapere che tipo di intervento dovrà fare all’orecchio (da cui è sordo).
Non ha fretta, volersi bene ed essere grato sono i suoi impegni quotidiani.

Josete in Plaça del Mercat. La sua piazza
Josete in Plaça del Mercat. La sua piazza

Josete oggi. Chi è!
«Voglio rimettermi in forma e capire quali siano le mie potenzialità. Cosa posso fare davvero. I ragazzi che mi aiutano dicono che ho una gran capacità di entrare in relazione con gli altri. Ed è vero. Questo potrebbe essere utile per capire e aiutare persone che si trovano in situazioni di stallo simili a quella in cui mi trovavo io. Mi piace l’idea di dare agli altri lo stesso aiuto che ho ricevuto e continuo a ricevere io».

Come vivi questo momento di celebrità?
«Diversi canali televisivi si sono offerti a pagarmi il viaggio per andare ospite in trasmissioni televisive a raccontare la mia vita. Avete presente quelle del pomeriggio? Quelle in cui scavano nella tua vita? Ecco. Mi offrivano somme considerevoli, però ho declinato l’offerta. Mi avrebbe fatto più male che bene. Non sto facendo questo percorso per andare in televisione, lo sto facendo per me. Se accetto volentieri che la mia storia venga raccontata è per dare un messaggio positivo.
Quello che devo fare è proteggere me stesso e il lavoro fatto finora, insieme a tutte le persone che hanno creduto in me. Un lavoro molto delicato, che ha richiesto tempo e impegno e che ora inizia a dare i suoi risultati.»

Come mai il video è stato diffuso dopo quasi due anni dalle riprese?
«Non abbiamo diffuso il video prima perché sapevamo che non sarei stato pronto all’ondata di notorietà e di domande che avrebbe originato. Quello che non immaginavamo è che la notizia sarebbe potuta uscire dall’isola!»

Sei ormai un fenomeno virale! Hai visto che cosa è successo sui social?
«In realtà no. Io non uso queste nuove tecnologie, non ho nemmeno il telefonino. Però osservo molto. Mi piace osservare la gente e guardare quello che fa. Ora tutti guardano il telefono. Capisco che sia uno strumento di lavoro utile, però penso che lo stiate facendo entrare un po’ troppo nelle vostre vite. Si rischia di diventarne schiavi»

Un’altra grande emozione, Maiorca. Non solo spiagge, non solo tramonti meravigliosi e natura incontaminata. Questa volta l’emozione arriva direttamente dall’anima di questa bella isola, e a sorprenderci è la sua parte umana.

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