Turismo Responsabile a Maiorca. Si Può e si Deve.

Turismo Responsabile a Maiorca. Si Può e si Deve.

Turismo Responsabile, Concetto Sempre Più Diffuso da Imparare ad Assumere Come Abito Quotidiano per Proteggere le Meraviglie Naturali. Scopriamo Come!

0
SHARE
Turismo Responsabile a Maiorca, Sierra de Tramuntana
Turismo Responsabile a Maiorca, Sierra de Tramuntana

Si parla spesso di turismo responsabile a Maiorca come in molti altri luoghi meta (o vittima) di turismo massivo.

È di circa una settimana fa l’episodio dell’incendio di Formentera, causato da un bengala sparato da uno yacht italiano. Certo non possiamo collocarlo tra gli esempi di turismo responsabile.

Mai come in questo agosto tanto intenso, che ha messo a dura prova le Baleari e colto in contropiede Maiorca sotto diversi punti di vista, vale la pena fermarsi a riflettere, e pensare quali possano essere le soluzioni a livello individuale.

La critica risulta sempre facile: posti pienissimi, code infinite, maleducazione diffusa, cattivi odori perchè sembra che sempre meno gente si lavi, non si trova parcheggio, le strade e le spiagge sono sporche, i bus affollati, i taxi cari, bar e ristoranti portano la qualità al ribasso a favore della quantità di coperti, non è possibile trovare prodotti autentici, tutto è made in China o Taiwan.

Al posto di lamentarsi, si potrebbe assumere un atteggiamento più costruttivo e pensare cosa fare per vivere i luoghi in modo più vero, senza farsi trasportare dall’orda che si muove a faccia bassa sullo smartphone verso luoghi predeterminati.

Ecco un elenco di suggerimenti per stravolgere le abitudini e i comportamenti abituali e far di necessità virtù.

  1. Posti pieni
    Probabilmente quelli a pochi metri dai punti di attrazione, o quelli in prima linea in spiaggia.
    Che spesso sono anche i più turistici.
    Si lamenta la poca genuinità dei piatti, muoviamoci quindi verso le vie secondarie, scopriremo posti che magari non si trovano su internet dove scoprire i veri sapori locali. E in più avremo fatto anche una bella passeggiata!
  2. Code infinite
    Perchè farle? O almeno, vale davvero la pena farle tutte? Ci interessano i posti per cui facciamo la coda, oppure si tratta in parte di seguire inconsciamente la tendenza della massa? Allora pensiamoci un attimo. Magari spostandoci dalla ressa scopriremo qualcosa di inaspettato che ci piacerà tantissimo. E i luoghi tanto “ambiti” potremo visitarli in versione serale o notturna (e se sarà solo dall’esterno, vabè!)

    Cattedrale di Palma, Code d'Agosto!
    Cattedrale di Palma, Code d’Agosto!
  3. Maleducazione
    I maleducati sono molti, e ovunque. Queste situazioni tirano sempre fuori il lato peggiore di ognuno di noi. Cercare di avere in partenza un atteggiamento gentile POTREBBE evitare di ricevere in cambio scortesia. Quindi dire grazie e non superare le code (sembra che gli italiani siano noti all’estero per questa predisposizione) potrebbe essere d’aiuto!
  4. Cattivi Odori
    Iniziamo con il lavaggio di noi stessi e dei nostri vestiti. Il deodorante aiuta sempre. E poi muniamoci di qualcosa da poter annusare. Un profumo, un frutto, un dolce. A mali estremi, estremi rimedi!
  5. Non c’è parcheggio
    Se non è fondamentale non usiamo la macchina. Esistono tante alternative, dal motorino alla bici a noleggio.
  6. Strade e spiagge sporche
    Puliamole! Certo non è giusto raccogliere lo sporco degli altri, però è forse più giusto vedere bottiglie di plastica e rifiuti al proprio lato e lasciarli lì? Il “Non è mio e non lo butto” non renderà spiagge e parchi luoghi migliori. Turismo responsabile significa anche sensibilità verso l’argomento rifiuti.

    Passeggiata lungomare Can Pastilla, Maiorca
    Passeggiata lungomare Can Pastilla
  7. Bus affollati e Taxi Cari
    Si può andare a piedi, prendere il bus (se non sovraffollato) o dividere la corsa in taxi con chi va nella nostra direzione. Poi c’è sempre il noleggio bici, che non inquina e fa fare del sano movimento!
  8. Bar e Ristoranti, meno qualità per maggiore quantità di coperti
    Vale quanto detto per i posti affollati: spostarsi dai centri di attrazione. I proprietari avranno più tempo e più voglia di cucinare i piatti, dedicarvi le attenzioni dovute, e raccontarvi le storie delle prelibatezze locali. In più, vi godrete tutto davvero, e con tranquillità.
  9. Non si trovano prodotti autentici, tutto made in China o Taiwan
    Non tutto, però molto si. I prodotti locali esistono, fatti con materie prime dell’isola e in laboratori artigianali. Ci sono le ceste, le marmellate, le olive e l’olio, le creme, il sale, le perle e i tessuti (llengües mallorquines). In parte arrivano dall’estero, però la produzione in loco è molto forte e tradizionale. Leggere bene le etichette, e cercare un po’!

Il turismo responsabile a Maiorca è possibile, oltre ad essere l’unica via per cogliere la bellezza autentica dell’isola.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY